5 novembre 2017: Memorial Enzo Albanese | ASD Polisportiva RugBio

5 novembre 2017: Memorial Enzo Albanese

RugBio conferma l’impegno educativo, formativo e sociale della propria attività sportiva, organizzando per l’ennsima volta un Trofeo di minirugby molto speciale, in ricordo di chi ha interpretato la palla ovale come strumento di emancipazione dei minori ed ha pagato con la via il rifiuto di cedere a ricatti mafiosi.

RugBio promuove la sostenibilità in tutte le sue forme, comprese quelle che consentono alla convivenza umana di essere civile e rispettosa. L’obiettivo è proporre questa positività ai più giovani, per consentire loro di crescere liberi e autonomi, protagonisti di un futuro più sostenibile.

Gli strumenti sono il gioco e lo sport, in cui bambini e bambine, ragazzi e ragazze, possono “allenarsi” a una vita dignitosa. In questo percorso servono assolutamente esempi positivi dal mondo degli adulti. Per questo formatori e dirigenti di RugBio si sentono portatori di un compito enorme, e sono orgogliosi di legare le iniziative a modelli di integrità, coraggio e impegno. Enzo Albanese era uno di questi modelli.

Domenica 5 novembre 2017, al Centro Sportivo RugBio di Cusago torna così il trofeo di minirugby che vuole ricordare il valore del suo esempio. Un esempio in cui lo sport è palestra di formazione e riscatto, contro discriminazioni, soprusi e corruzioni: fu in Brasile che l’imprenditore italiano favorì l’apertura di nuove prospettive grazie alla palla ovale, con giovani di territori socialmente in crisi, senza esitare a denunciare connivenze mafiose che sisarebbero presto vendicate nel modo più violento.

In quel periodo Albanese sviluppava progetti di social rugby insieme ad Alessandro Acito , collegandosi all’esperienza nascente di RugBio. Attraverso il Memorial a lui dedicato, RugBio dà contituità al valore di quei progetti e ideali.

Programma del Torneo

Ancora una volta, la sede dei grandi appuntamenti colletivi è Rugbiolandia, divenuta ormai riferimento riconosciuto in materia di formazione, promozione e inclusione sociale attraverso lo sport.

Al Centro Sportivo di via IV novembre a Cusago, alle 10:00 del mattino inizieranno i tornei per ogni categoria di minirugby, dai 4 anni in su, con svariate centinaia di bambini e ragazzi in arrivo da mezza Italia.

Nel pomeriggio le ultime finali, e poi premi per tutti i giovanissimi partecipanti, a prescindere dai risultati dei match.

Naturalmente non mancheranno abbondanti libagioni con il terzo tempo per grandi e piccini, come sempre all’insegna della sostenibilità anche a tavola.

Ospiti confermatissimi i ragazzi della MIXED ABILITY RUGBY!

 


Enzo Albanese: una vicenda tragica, ma esemplare

Enzo Albanese, ex tenente dei Carabinieri, aveva 42 anni quando venne ucciso il 2 maggio 2014 a Natal, città brasiliana del nord-est, con sei colpi di pistola mentre stava tornando a casa. Una fredda e drammatica esecuzione per questo milanese di origini pugliesi, padre di una bimba di sei anni, che da otto viveva in Brasile dove gestiva una clinica estetica, il catering del nuovo stadio di calcio di Natal ed era dirigente, per grande passione, di una squadra di rugby locale. Albanese aveva scoperto una vastissima rete criminale dedita alle truffe ed al riciclaggio di denaro sporco effettuati attraverso società di facciata nelle città brasiliane di Natal, Extremoz, Cearà-Mirim e Ielmo Marino. Le indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro hanno portato all’arresto del presunto mandante, il 43enne Pietro Ladogana a poco più di un mese dall’omicidio di Albanese. Ladogana, uomo d’affari romano, in Sudamerica era a capo di un’organizzazione che amministrava almeno dieci imprese che operavano apparentemente nella legalità ma che invece erano, secondo le accuse, utilizzate per compiere frodi, falsificazione di documenti, riciclaggio e altri crimini. La denuncia di Albanese, procuratore di uno dei due soci di una di queste imprese, riguardava una proprietà immobiliare trasferita illegalmente in favore di Ladogana. Sullo sfondo di questo delitto d’oltreoceano dai contenuti emblematici per chi lotta contro la corruzione e si batte per la legalità, una cordata di investitori italiani, tra i quali il romano Raffaele Piccolo, che avrebbero acquistato un enorme appezzamento di terra in Brasile con l’obiettivo di costruire circa 2.000 appartamenti. A gestire l’affare inizialmente era proprio Ladogana, il quale però sarebbe stato poi sostituito da Enzo Albanese.

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